Statement

Il lavoro di Matteo Capriotti è costituito da un complesso immaginario che si articola in molteplici forme e percezioni estetiche, scivolando dentro e fuori la realtà.
Nella sua pratica artistica esplora il lato sinistro della fanciullezza, quello della sfera fobica che l’ha carat- terizzata – per vissuto o per indole – e che ha visto affiancarsi una consapevolezza interiorizzata con gli anni e con i precedenti studi di matrice scientifica.

 

Attraverso lo studio del proprio segno infantile, diseducando e rieducando la mano, Matteo unisce l’imma- ginario contemporaneo collettivo, influenzato dai cartoni animati, dai videogame, dal collezionismo e dal cinema fantasy – a rappresentazioni iconiche tipiche della mitologia classica – dandone vita così ad una nuova.

A cavallo tra mitologia personale e buona nostalgia, l’artista inizia un viaggio a ritroso nella memoria che gli permette di accogliere l’occhio di chi guarda attraverso un filtro che gioca sull’inganno del conosciuto e del riconoscibile, un universo che parla ad una generazione a cui quei personaggi sono ben noti e che si chiede il perché di quella metamorfosi: “la somma dei fantasmi, sogni, miti e simboli che insieme furono produzioni della vita sociale e che allo stesso tempo la strutturano e la confrontano in quanto tale. Il reale non è possibile che attraverso l’irreale”

 

Una grammatica estetica fedele al concetto di arcaico non solo per la ripresa del mito, ma anche per qualcosa di più vicino ai nostri giorni: l’uso delle griglie come nei primissimi giochi arcade e l’uso della cartapesta per creare finti fossili.
Nelle opere di Matteo si può percepire una transgenerazionalità dei soggetti rappresentati, che diventano così la “nuova mitologia” da ammirare e venerare. In questa ottica non sembrerà così strano interfacciarsi ad un trittico pieno di Pokémon.

Biography

Matteo Capriotti nasce a Giulianova il 16 Novembre del 1996, cresce a Tortoreto lido finchè nel 2020 consegue una laurea triennale nella Facoltà di Bioscienze , lo stesso anno decide di intra- prendere un percorso accademico e si iscrive così al corso di Pittura all’Accademia di belle arti di Brera.

Nel 2017 partecipa alla sua prima collettiva per “Arte Genova” nel quartiere fieristico della città, l’anno successivo è uno dei protagonisti di altre due mostre, “LiberaMente” nella città di Pineto (TE) e “Sconfini”, tenutasi all’interno della Scuola Grande di San Teodoro a Venezia.

Nel 2019 arriva anche la sua prima personale “Bati -”; questa segna forse l’inizio del suo lavoro e, per prima, presenta i reali risultati di una ricerca pittorica. Nel 2021 partecipa alla collettiva “Non è un problema mio” sulle conseguenze negative che gli allevamenti intensivi di terra e di mare hanno sul nostro ecosistema.

Nello stesso anno viene scelto per la quinta edizione del premio “Acqua dell’Elba”, a cura di Maria Cristina Galli tenutasi presso la Torre della Linguella di Portoferraio – Isola d’Elba – e per Paratissima a Torino, per la mostra “Liquid Reality” tenutasi all’Artiglieria, vincendo il premio “Paratissima Price 2021”.

Partecipa all’ultima edizione del Walk- in-studio a Milano con lo studio via Grazioli 16. Nel 2022 organizza come fondatore di Spaziola- lepre “Facciamo da me (strong roots make velvet memories)”. a cura di Giorgia Rosa presso il suo studio a Tortoreto lido.Nel 2023 partecipa a un off-site exihibition project curata da Matteo Coluccia, Luigi Presicce e Gabriele Tosi.

Attualmente vive e lavora a Milano.